Piccolo Vademecum per occuparci del nostro benessere psicologico in quarantena.

A cura dei professionisti dell’Associazione Casa d’Inchiostro

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Photo by Miguel Montejano on Pexels.com

Durante le settimane trascorse in lockdown più volte mi sono ritrovata a confrontarmi con dei colleghi rispetto a quello che collettivamente stiamo affrontando e all’importanza di coltivare il nostro benessere psicologico in questo periodo.

Il punto di vista psicologico su questa esperienza è spesso trascurato pur essendo centrale nel quotidiano di tutti. Sembra infatti una esigenza primaria quella di occuparci proprio ora del nostro benessere psicologico per affrontare uno dei periodi più complessi della nostra vita come parte di una collettività.

Il lavoro che svolgiamo ci mette in una posizione privilegiata: ascoltiamo i pazienti raccontare le proprie esperienze e le riflessioni che portano durante i colloqui e accanto a ciò abbiamo un modello di lettura dei comportamenti e degli atteggiamenti che include fantasie desideri ed emozioni. Questo ci permette di comprendere e di intercettare dinamiche che interessano tutti e di dar voce a delle sensazioni e impressioni che potrebbero rimanere inascoltate.

Quanto, in questo periodo, siamo stati capaci di affrontare frustrazioni e paure e cosa abbiamo immaginato per poter proseguire con le nostre esistenze è assolutamente dipeso dalle caratteristiche di ciascuno e dalla capacità di reinventarci. Ma dal confronto nel nostro gruppo di lavoro ci siamo resi conto di alcune dinamiche abbastanza trasversali e utili da tenere a mente per non accentuare malesseri e scontenti. E’ nato così Piccolo Vademecum per occuparci del nostro benessere psicologico in quarantena, di seguito i 12 punti fondamentali da tenere a mente.

“1. Tenere fisicamente lontane da noi le persone care è un atto d’amore. É complicato, se non doloroso, in questo momento seguire le regole del distanziamento sociale anche con genitori, fratelli, nipoti e amici cari. Allo stesso tempo non è semplice vedere che le persone a cui vogliamo bene preferiscano rimanere distanti da noi. Gli abbracci torneranno, possiamo trovare altri modi per essere vicini. Ricordiamoci che lo facciamo, e gli altri lo fanno, per la salute di tutti.

2. Siamo vicini anche se lontani. La tecnologia e la dimensione “virtuale” si sono rivelate utilissime. Ci stanno aiutando a mantenere i contatti sociali e a proseguire in qualche modo con il nostro lavoro. Ricordiamoci però che è molto stancante per la mente essere sempre connessi. E’ importante fare delle pause e diversificare le nostre attività durante la giornata.

3. L’altro è un alleato non un nemico. Possono emergere in questo momento spinte egoistiche, l’istinto di seguire scorciatoie irragionevoli che appagano solo il nostro bisogno e non quello di chi ci sta attorno. Cerchiamo di riconoscere questi momenti e di non assecondarli perché ci renderebbero ancora più soli. Se siamo parte di una collettività siamo più forti.

4. La rabbia e la frustrazione vanno a caccia di colpevoli. Nei momenti di difficoltà in cui ci sentiamo impotenti la mente va alla ricerca di qualcuno a cui attribuire la colpa di tutta quello che non va. E’ vero nei rapporti a due come nella società allargata. Bisogna far attenzione a non cercare un capro espiatorio a tutti i costi. Non sarebbe produttivo a lungo termine.

5. Non siamo pigri, siamo in “Assetto Carestia”. Il nostro organismo e la nostra mente istintivamente si proteggono cercando di preservare le energie. Quindi è naturale avere meno voglia di fare. La produttività in tutti gli ambiti potrebbe diminuire facendoci forse sentire anche in colpa per questo. E’ la situazione che viviamo a farci sentire così, non una nostra effettiva mancanza.

6. Anche fare poco stanca. Bisogna essere consapevoli che questa situazione non è di riposo, ma bensì è può essere anche molto stancante e stressante perché siamo impegnati dentro di noi a convivere con emozioni e preoccupazioni molto forti.

7. Il grande progetto che possiamo fare è rimanere in contatto con noi stessi. E’ fondamentale riconoscere i propri limiti e i limiti che questa situazione impone ad ognuno di noi. Fare progetti a breve termine in questo momento è utilissimo come anche avere il grande obiettivo di restare in contatto con noi stessi. Riempirci di liste di progetti enormi da portare a termine può farci sentire inconcludenti e frustrati.

8. Abbiamo tanti limiti ma anche tante risorse. Cercare di capire quali risorse possiamo mettere realisticamente in campo in questo periodo ci può aiutare a scendere a patti con i limiti del momento e a proseguire con le nostre vite.

9. Lasciar andare non è peccato. Ricorda che “Lasciar Andare” è una qualità e non un fallimento, soprattutto in questo momento. L’idea di mantenere intatta la realtà che conoscevamo anche adesso che è cambiata profondamente è una fantasia poco realistica, una sfida da cui si esce quasi certamente perdenti. Meglio capire cosa portare con sé del passato nel costruire il futuro.

10. Diamo un nome alle cose, anche alle emozioni. Cercare di dare sempre il giusto nome alle emozioni che proviamo è una grandissima risorsa. Saperle riconoscere aiuta a gestirle e a dar loro la legittima collocazione.

11. Fuori il silenzio e dentro il caos. I cambi d’umore, anche repentini, sono frequenti in questa situazione. Riconoscere questi momenti può stemperare l’effetto dei “viraggi” emotivi, in alternativa chiedere aiuto non è affatto qualcosa di cui vergognarsi. Siamo tutti fragili, oggi ancora di più.

12. Ricominciare fa paura. Anche se abbiamo atteso a lungo il momento della ripresa è comunque un cambiamento e i cambiamenti possono far paura. Cerchiamo di godere delle piccole cose e di muoverci con una certa gradualità nella ripresa. Rispettare i nostri tempi e le nostre paure senza lasciarci travolgere da loro può essere un ottimo modo per orientarci durante la ripresa.
Accettare tutte le emozioni che ne derivano è un ottimo modo per orientarci anche in questa esperienza.”

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