La crisi del genitore di fronte alla crescita

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Lo svincolo è un movimento che coinvolge sempre due parti. Se il figlio lotta per differenziarsi, il genitore si trova ad affrontare una sfida altrettanto complessa: il tramonto della propria funzione protettiva. Per un genitore, vedere un figlio che diventa autonomo non è solo un motivo di orgoglio, ma è anche il segnale che una parte centrale della propria identità sta per mutare radicalmente.

Se per decenni la propria vita è stata organizzata attorno ai bisogni dell’altro, lo spazio vuoto che lo svincolo lascia può essere vissuto con angoscia. In alcuni casi, questa angoscia viene agita trattenendo il figlio, sminuendo le sue capacità o facendolo sentire in colpa per il suo allontanamento. Questo processo di svicolo dovrebbe iniziare durante l’adolescenza dei figli e proseguire verso la strutturazione di una loro identità adulta.

Ma dietro queste resistenze si nasconde il timore del genitore di dover tornare a guardare se stesso, i propri vuoti, la propria relazione di coppia o la propria solitudine.

Diventare genitori di adulti significa accettare di “perdere” il bambino che si è accudito per incontrare l’uomo o la donna che è diventato. È un processo di lutto necessario che libera entrambi. Un genitore che riesce a reinvestire sulla propria vita, riscoprendosi come individuo al di là del ruolo di cura, offre al figlio il permesso più importante: quello di andarsene senza il timore di distruggere chi resta.

È in questo spazio di reciproca autonomia che la relazione può finalmente evolversi in un legame paritario, basato non più sulla necessità, ma sulla scelta.

Dott.ssa M.I., Nadia Trecca Psicologa Psicoterapeuta Studio di Roma- Todi

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