
Ogni genitore si confronta quotidianamente con modelli interiorizzati, sia culturali che familiari non riuscendo sempre ad uscire sereno da questo confronto ideale.
La società impone ideali di perfezione, che spesso vanno a scontrarsi con le difficoltà emotive e i dubbi vissuti da chi cresce un figlio, specialmente durante l’adolescenza.
Dietro all’apparente perfezione, emerge una realtà fatta di fragilità, paure e incertezze, che possono tradursi in una sofferenza profonda.
Nel romanzo Per amore, solo per amore di Pasquale Festa Campanile, possiamo riconoscere in modo chiaro come la genitorialità non sia solo una questione di amore e sacrificio, ma anche un cammino complesso che attraversa paure e conflitti interni. Il romanzo, pur descrivendo la Sacra Famiglia come il prototipo di famiglia perfetta, ci offre una riflessione fondamentale per tutti i genitori: osservare la perfezione da vicino rivela una realtà ben più umana e imperfetta.
Il “Genitore Sufficientemente Buono”
Donald Winnicott, uno dei maggiori psicoanalisti del secolo scorso, ha sviluppato il concetto di “madre sufficientemente buona”, una figura che non è né perfetta né priva di imperfezioni, ma capace di rispondere in modo adeguato ai bisogni del bambino. Questo concetto può essere esteso al “genitore sufficientemente buono”, includendo sia madri che padri. Non si tratta di essere infallibili, ma di essere presenti e consapevoli, capaci di accogliere il bambino nei suoi bisogni e nelle sue frustrazioni, senza cercare di essere sempre i “genitori ideali” che la società, spesso, vorrebbe.
Molti genitori si trovano a dover fare i conti con una visione ideale di genitorialità, influenzata dal modello sociale, dalle aspettative familiari e dalle proprie esperienze di vita. Questi modelli interiorizzati creano una pressione silenziosa ma costante, che può manifestarsi in insicurezze e paure riguardo alla propria capacità di essere buoni genitori.
La Sacra Famiglia: Un Ideale da Decostruire
Nel romanzo di Festa Campanile, la Sacra Famiglia, simbolo per eccellenza della perfezione familiare, è presentata come un nucleo di affetto e forza, ma al contempo è anche il luogo di domande e sofferenze inespresse. Giuseppe, pur nell’amore per Maria e Gesù, è un uomo che vive il conflitto tra il suo desiderio di proteggere la sua famiglia e l’impotenza di fronte a un destino già scritto. La sua figura ci ricorda come il genitore, pur desiderando fare tutto il possibile per il proprio figlio, non possa evitare di confrontarsi con la propria finitezza. La perfezione della Sacra Famiglia, dunque, se osservata più da vicino, appare come un’idealizzazione che nasconde fragilità umane e dubbi, proprio come ogni famiglia “reale” che, pur vivendo nell’amore, deve fare i conti con le proprie imperfezioni.
Genitori in Crisi con l’Adolescenza: La Paura di Perdere il Figlio
Il periodo dell’adolescenza è un momento di rottura per molti ragazzi. I figli cominciano a cercare una propria identità, a costruire nuovi modelli di riferimento, talvolta in opposizione a quelli proposti dai genitori. Questo processo è doloroso per il giovane, ma anche per il genitore, che si vede costretto a fare i conti con la propria paura di essere abbandonato o, peggio ancora, di sbagliare. Il genitore, infatti, vive un paradosso: da un lato vuole preservare il legame affettivo, dall’altro sa che deve consentire al figlio di allontanarsi e diventare autonomo.
Spesso questa paura è alimentata dalla sensazione di non essere abbastanza “buoni” per il proprio figlio, di non essere riusciti a dare loro tutto ciò di cui avevano bisogno. Eppure, come insegna Winnicott, la chiave non sta nella perfezione, ma nella capacità di essere presenti nonostante le proprie imperfezioni.
La sofferenza che i genitori provano, quindi, non è altro che un riflesso dell’amore che provano e del desiderio di non sbagliare. Questo legame, anche se segnato dalla distanza e dalle difficoltà, è fondamentalmente umano.
Un Consiglio di Lettura per i Genitori: Rilettura Psicologica di Per amore, solo per amore
Per i genitori che vivono la difficoltà di confrontarsi con il periodo dell’adolescenza dei loro figli, il libro di Pasquale Festa Campanile rappresenta una lettura utile e stimolante. Sebbene il romanzo narri una storia antica, l’analisi psicologica della figura paterna e materna, dei conflitti e delle sfide legate alla genitorialità, può essere applicata anche ai contesti contemporanei.
Nel leggere Per amore, solo per amore, possiamo scoprire che anche la famiglia più perfetta è fatta di tensioni, di interrogativi e di imperfezioni. Osservando la Sacra Famiglia da una prospettiva psicologica, ci rendiamo conto che il vero amore genitoriale non sta nel cercare di aderire a un ideale, ma nel riconoscere la propria umanità e i propri limiti, accogliendo così il figlio con tutte le sue contraddizioni e le sue difficoltà. L’amore paterno e materno non sono perfezione da raggiungere, ma un processo continuo di accoglienza, comprensione e presenza.
La Genitorialità come Esperienza Umanamente Imperfetta
La genitorialità è un viaggio complesso che passa attraverso dubbi, sofferenze, e un continuo confronto con le proprie paure. Ogni genitore si trova a fare i conti con modelli ideali e interiorizzati, che possono sembrare irraggiungibili. Tuttavia, la chiave per una genitorialità serena e consapevole risiede nell’abbracciare le imperfezioni e nel riconoscere che dietro ogni errore c’è un’opportunità di crescita per sé e per i propri figli.
In questo contesto, leggere un libro come Per amore, solo per amore di Pasquale Festa Campanile offre non solo una riflessione sul significato dell’amore genitoriale, ma anche un’opportunità per comprendere come le famiglie reali, lontane dai modelli ideali, siano pur sempre capaci di creare legami profondi e significativi


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