Segnali del Ritiro Sociale in adolescenza: cosa fare

Il ritiro sociale in adolescenza è un fenomeno che preoccupa molti genitori e educatori. Quando un ragazzo si isola, evitando la scuola, gli amici e anche le normali attività quotidiane, spesso non è chiaro cosa stia realmente accadendo. Si può pensare che si tratti semplicemente di una fase, ma il ritiro sociale può nascondere difficoltà emotive e psicologiche più profonde. È un comportamento che merita di essere compreso, per poter essere affrontato nel modo giusto.

Cosa si nasconde dietro il ritiro sociale?
Il ritiro sociale non è mai un atto puramente volontario o un semplice disinteresse per la vita sociale. Nella maggior parte dei casi, l’adolescente che si ritira sta cercando di proteggersi da emozioni travolgenti. Ansia, paura di fallire, paura del giudizio, difficoltà a socializzare, e in alcuni casi esperienze di bullismo, sono tutte cause che possono portare un ragazzo a rifugiarsi nel suo mondo. Il ritiro può essere un tentativo di evitare il confronto con un mondo esterno che appare troppo difficile o minaccioso.

A volte, gli adolescenti non sanno nemmeno spiegare cosa li abbia davvero spinti a ritirarsi progressivamente dal mondo fuori per vivere la casa ma molto più speso la propria stanza come unico contesto possibile.

Il ritiro è una reazione silenziosa, che nasconde il bisogno di essere compresi e di trovare uno spazio sicuro dove poter esprimere il proprio dolore.

I segnali da non ignorare
Il ritiro sociale in adolescenza si manifesta con una serie di segnali che possono essere difficili da individuare. Tra i più comuni ci sono la crescente solitudine, la perdita di interesse per attività che un tempo erano piacevoli, l’allontanamento dai coetanei e l’isolamento in casa. A volte, il ragazzo può anche apparire irritabile o indifferente, senza una causa apparente.

Inoltre, spesso il rendimento scolastico diminuisce, non tanto perché il ragazzo non sia capace, ma perché la scuola diventa una fonte di ansia insopportabile.

I ragazzi spesso fanno fatica a rientrare a scuola il lunedì o dopo delle pause lunghe come quelle del periodo natalizio. Molto di frequente i ragazzi riescono a frequentare con convinzione e slancio solo per alcuni giorni all’inizio dell’anno per poi sparire letteralmente lasciando ai docenti e ai compagni di classe un banco vuoto su cui interrogarsi. Il rapporto con la scuola è spesso fonte di scontri e accese discussioni tra i ragazzi e i genitori. Tutte le mattine si ingaggia una lotta per arrivare in classe, tutte le sere si fanno buoni propositi per il giorno dopo. Ogni giorno di scuola saltato è una delusione che il ragazzo vive alimentando il senso di inadeguatezza e di distanza dal mondo esterno. Ogni giorno di scuola saltato diventa per i genitori fonte di grande angoscia e preoccupazione.

Questi cambiamenti non devono essere sottovalutati: è importante ascoltare il ragazzo e cercare di capire le motivazioni che lo spingono a chiudersi in sé stesso.

Il ruolo della psicoterapia
La psicoterapia può essere un valido strumento per affrontare il ritiro sociale. Non si tratta solo di “costringere” l’adolescente a uscire dal suo isolamento, ma di aiutarlo a comprendere cosa si nasconde dietro al suo comportamento. Ogni adolescente ha una propria storia emotiva che merita di essere esplorata con pazienza e attenzione. La psicoterapia offre uno spazio sicuro per esprimere emozioni difficili, per lavorare sull’ansia, sullo stress e sulle difficoltà nelle relazioni sociali.

Quando i ragazzi non vogliono essere coinvolti in un percorso di psicoterapia è possibile creare uno spazio di supporto alla genitorialità al fine di lavorare sulle dinamiche psicologiche innescate dalla situazione di ritiro partendo dal contributo dei genitori. Nei casi in cui ii ritiro sociale sia già instaurato da tempo e in forme importanti ci sono metodi di intervento terapeutico domiciliare come il compagno adulto.

Conclusione:
Il ritiro sociale in adolescenza è una condizione complessa che richiede una comprensione empatica e professionale. Non è una fase che può essere semplicemente ignorata, ma un segnale di sofferenza emotiva che merita di essere ascoltato. Con il giusto supporto, è possibile superare l’isolamento e aiutare l’adolescente a riscoprire il piacere di interagire con il mondo e di costruire relazioni sane. Tutto il nucleo famigliare dovrà sostenere il processo di presa in carico e di aiuto dell’adolescente in difficoltà.

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